Come ridurre l’inquinamento della plastica: concretezza e tecnologia

Ridurre l’inquinamento della plastica è un tema molto caldo sul quale gli studenti del corso di Tecnologie Plastiche di JAC lavorano quotidianamente, studiando e approfondendo tutte le tecniche che vengono utilizzate all’interno delle industrie che lavorano materiali plastici.

All’interno del corso, infatti, vengono approfondite le tecniche di progettazione di manufatti in plastica, nonché di lavorazione, recupero e riciclo di questi materiali, al fine di contribuire anche alla riduzione dell’inquinamento della plastica e il suo utilizzo, talvolta incontrollato.

Approfondisci in questo articolo quali sono le buone norme i fattori principali per ridurre l’inquinamento della plastica.

Come ridurre l’inquinamento della plastica?

Per ridurre l’inquinamento della plastica il primo passo da compiere è sicuramente quello di limitare il consumo di tutti quei prodotti che generano un alto tasso di inquinamento, come bicchieri di plastica, cannucce monouso in materiale plastico non biodegradabile e/o compostabile ecc.

Anche l’utilizzo incontrollato delle bottiglie di plastica è una cattiva abitudine che genera inquinamento, ecco perché è necessario agire anche con buonsenso al fine di ridurre i consumi e per generare meno inquinamento.

Bisogna anzitutto evitare, nel limite del possibile, l’uso di plastica a perdere, anche se, come viene ripetuto dai docenti del corso JAC Tecnologie Plastichele bottiglie quando vengono correttamente raccolte e conferite possono sempre essere riciclate e riutilizzate per produrre altre bottiglie o altri manufatti.

Una borraccia per ridurre l’inquinamento

Può una semplice borraccia ridurre l’inquinamento della plastica?

Ogni anno, agli studenti che iniziano il loro percorso in JobsAcademy è prevista la consegna di un “Welcome kit” che comprende una serie di materiali che accompagnano la persona lungo tutto il biennio di studi.

Quest’anno, oltre all’agenda personale, la felpa e altri importanti materiali, è compresa una borraccia di alluminio, che ogni talento può utilizzare durante le lezioni, nelle pause o nel tempo libero.

Una vera comodità per gli studenti e una dimostrazione concreta da parte di JAC per ridurre l’inquinamento della plastica e il suo utilizzo, talvolta incontrollato.

La dotazione di una borraccia di alluminio già da sola rappresenta un deciso passo avanti verso la riduzione dell’utilizzo della plastica monouso, ma oltre ad essa, JAC ha previsto anche la disposizione di due erogatori di acqua gratis in Fondazione, depurata, pulita e illimitata (oggi non in funzione per le normative legate l’emergenza sanitaria del Covid-19).

Ogni studente, ha dunque la possibilità di riempire la propria borraccia ogni qualvolta lo desideri.

Una combinazione efficiente ed efficace, soprattutto in Italia, dove in un anno si utilizzano oltre 7 miliardi di bottiglie di plastica.

Basti pensare che con 20 bottiglie di plastica (PET) si fa una felpa.

Un dato che dice molto, soprattutto se comparato ai consumi, che risulta essere uno dei più alti al mondo: il terzo per la precisione, il primo in Europa.

Fonte: Beverage Marketing Corporation 2016

Buonsenso e “buona” plastica

Il problema vero dell’inquinamento della plastica, non è la plastica stessa, ma è l’assenza di buonsenso di molti cittadini che ne fanno un uso illimitato e sbagliato.

Il passo dal buonsenso alla “buona” plastica è breve, si tratta di adottare le buone pratiche di riciclo della plastica, ma soprattutto di cambiare alcune piccole, ma importanti, abitudini quotidiane.

I contenitori e gli imballaggi in plastica non sono da “demonizzare”, come tanti purtroppo sostengono.

Infatti, le tecnologie per messe a punto dall’industria italiana del settore, che occupa un posto di grande rilevanza in Europa e nel mondo,  consentono un uso e riuso dei contenitori, oltre che il loro riciclo, per immettere sul mercato, in linea con la cosiddetta “economia circolare“, nuova plastica da riutilizzare, raccogliere e riciclare.

Non sono, infatti, gli articoli in materie plastiche che inquinano, ma è la cattiva educazione civica di quei cittadini, in numero fortunatamente decrescente, che di anno in anno non collaborano alla raccolta differenziata e quindi, oltre a inquinare, disperdono nell’ambiente materie prime che rappresentano risorse riutilizzabili.

Le buone pratiche del riciclo di plastica

Oltre al buonsenso, ci sono ovviamente le buone pratiche di riciclo della plastica come risposta alla riduzione dell’inquinamento.

Dati positivi arrivano da Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica): nel 2018 in Italia sono stati raccolti 1.219.000 tonnellate di plastica, coinvolgendo 57 milioni di cittadini italiani che hanno partecipato alla raccolta differenziata.

Le pratiche di riciclo della plastica sono in crescita, così’ come la sensibilità verso tutte le problematiche ambientali che purtroppo incombono sul pianeta.

Ma nonostante si evidenzi una crescente sensibilità verso il tema della plastica, il riciclo non basta e non può essere l’unica risposta.

in Italia infatti, nonostante la raccolta differenziata sia in crescita, circa il 40% di quella raccolta non può essere riutilizzata o avviata al riciclo.

Fra le cause della difficoltà di recupero, ci sono:

  • La mancanza di impianti per il trattamento;
  • La necessità di innovare il sistema e prevedere l’utilizzo di plastiche riciclabili e con un eco-design votato alla sostenibilità;
  • Errori dei cittadini nell’effettuare la raccolta differenziata.

Un approccio innovativo e concreto

Nuove plastiche riciclabili e con un design “eco-friendly”, questa è la sfida che quotidianamente si affronta nel percorso di Tecnologie Plastiche.

Ma non solo, all’interno del piano di studi, gli studenti di JAC studiano e approfondiscono anche nuove tecnologie di lavorazione di materie plastiche e compositi, in linea con quella che è la sfida richiesta dal mercato, ovvero “innovare”.

Ecco che allora la risposta per ridurre l’inquinamento della plastica, si delinea in un approccio consapevole dei consumi, degli utilizzi e del sistema di lavorazione e riciclaggio che ruota attorno al materiale.

Inoltre, sempre più fondamentale, la necessità di formare tecnici specializzati in grado di intercettare le evoluzioni del mercato e di offrire soluzioni innovative e concrete.

Nelle aziende del settore c’è una grande e continua ricerca di specialisti e tecnologi e post-diplomati JAC. Dall’avvio del corso a oggi, gli studenti diplomati hanno sempre ricevuto immediatamente proposte di lavoro, finalizzati in contratti di lavoro o in altri casi in un percorso di laurea breve in ingegneria dei materiali.

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